E' incredibile quanto possano cambiare le cose in così poco tempo. Da così a così. Questione di giorni, addirittura! Fatto sta che mi ci sto addattando a questa nuova vita. E pensare che era iniziato tutto per gioco: capelli lisci, l'armadio qui, il letto là, la scrivania sotto la finestra... Un desiderio di cambiamento che, una volta concretizzato, è riuscito a farmi sentire un pizzico più autonoma - anche se, a volte, a livelli maniacali. Ho trovato un lavoro che mi piace, in un ambiente competitivo ma sano, che mi spinge a confrontarmi con me stessa e a sfoderare un'eleganza ed una femminilità che non credevo di possedere. Credo di essere invecchiata, però. Sul serio. Sarà l'abbigliamento serio e curato imposto dall'immagine dell'azienda, sarà che al colloquio non potevo mica andarci vestita come al solito, sarà che dormo poco ma concludo molto. Sarà. Ma in fin dei conti è una situazione che ho creato io e che mi piace, che mi tiene impegnata la maggior parte del tempo e che mi alleggerisce la mente, perchè la stanchezza è talmente prepotente da evitarmi troppi pensieri (inutili, a volte). Così, per questa volta, preferisco darmi a un pizzico di egoismo.
Oggi siamo stati a Roma, ed ho davvero sbattuto il muso contro questa realtà a me sconosciuta: un'esperienza lavorativa con i controcoglioni, davvero, che ti fa le ossa. Assorbo ciò che considero il meglio per la mia formazione, ed entro in contatto con qualsiasi tipo di persona. Si parla d'Egitto tutto il tempo, o comunque di viaggi, il che è l'ideale per scambiarsi esperienze. Cosa più importante in questo lavoro: si parla. Il che è più che perfetto per la sottoscritta, una volta imparato il prodotto e arricchito e personalizzato. I colleghi appartengono alle fasce d'età più disparate, ma sono tutti simpatici e disponibili: potrebbero (sottolineo il condizionale) addirittura farmi passare il mio odio viscerale per la cadenza romana. Anche se frasi del tipo "Ammazza e che dita lunghe che c'hai, aò" non si possono proprio sentire.
Ovviamente lo staff è numeroso, e non ricordo tutti i nomi. Così ho affibiato un nomignolo ad ognuno di loro. E ne erano soddisfatti come se avessero in tasca un bell'assegno di Roberto!
L'hotel in cui siamo andati era estremamente lussuoso, e la fiorentina al ristorante eccellente. E il tutto pagato dal marchio per cui lavoriamo. Non ci posso credere. Io AMO il MIO lavoro!
Domani pomeriggio mi aspetta un appuntamento, in cui finalmente mi verrà retribuito lo schiavismo di Ostuni. Dopo, un caffè in Residenza - o a casa mia, deciderò con Artù e Lancillotto.
Non so con che forza sia riuscita a scrivere questo post sgrammaticato. Ma vabbè. Era l'entusiasmo del momento.